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TESTIMONIANZE


TESTIMONIANZE

La Casa d'Accoglienza "San Benedetto" è anche una comunità ispirata alla solidarietà in favore di bambini e famiglie che vivono in situazioni svantaggiate.

 

Sorelle Figlie del Divino Zelo, educatori, tirocinanti, responsabili dei servizi sociali, volontari, sostenitori: tutti insieme cerchiamo ogni giorno di mettere in pratica gli insegnamenti di Padre Annibale per dare gioia e serenità ai nostri bambini.
Qui potrai leggere alcune testimonianze preziose sull'attività della Casa.
Sappiamo bene, tuttavia, che senza l'aiuto e il sostegno di donatori privati le nostre possibilità sono limitate: le fonti di finanziamento consuete sono infatti inadeguate a nutrire la nostra missione.
Se credi anche tu come noi e come Padre Annibale che il sorriso di un bambino è sempre una gioia immensa agli occhi di Dio, unisciti con una piccola offerta alla nostra certezza...

Ecco alcune testimonianze sulla vita e il lavoro della Casa d'Accoglienza per Minori "San Benedetto". Se anche tu vuoi raccontare esperienze e impressioni sulla Casa scrivici la tua testimonianza: sarà pubblicata volentieri su queste pagine.


L'esperienza di lavoro che io ho avuto, come educatrice, al Centro d'accoglienza per minori "San Benedetto," é stata entusiasmante e positiva. Il minore trova all'interno della casa, un luogo ideale per la sua crescita e formazione. Infatti il Centro offre un ambiente educativo professionalmente strutturato, capace di valorizzare i bambini. Questi ultimi hanno a disposizione una serie di spazi attrezzati dove sono stimolati ad esprimere le proprie potenzialità.
Lavorare con i bambini soddisfa molto ma allo stesso tempo è difficile. Questo significa che bisogna comprendere la complessità del loro mondo per poter costruire gli interventi di recupero. Ogni bambino comunica in maniera diversa il disagio interiore e le carenze familiari e, per ciò,occorre interagire con lui nel modo giusto al fine di ottenere dei risultati positivi.
Educare per me è una missione, ed io giornalmente ho offerto il mio piccolo contributo per permettere ai bambini il raggiungimento del completo sviluppo. Ho avuto la possibilità di vivere a contatto con delle realtà particolari che mi hanno fatto crescere e maturare professionalmente. Ho molta fiducia nel Centro e spero che nel tempo possa potenziare sempre più il suo contributo per l'aiuto e il recupero di minori disagiati.

Rosa Desimone

 


La frequentazione, da parte nostra, dell'Istituto delle Figlie del Divino Zelo, è stata un naturale, spontaneo, istintivo passaggio nel percorso che - oggi -- ci vede "famiglia completa": operatori nel mondo cattolico da più anni, non potevamo, una volta deciso di dare concretezza al nostro progetto, pensare ad altre strutture che, pur meritorie, non offrono quel completamento dl fede, anch'esso indispensabile.
E mai come questa volta abbiamo avuto ragione: ci é stata data subito cognizione delle regole, delle strettoie, delle angustie, delle speranze, delle delusioni anche, che accompagnano e governano il desiderio di affiliazione c/o adozione.
Tutte cose ben apprese nei cosiddetti ambiti burocratici o intuite allorquando noti compiutamente rappresentate. Elaborate e vissute, invece, nell'ambito delle relazioni con l'Istituto, ci hanno resi consapevoli che in quel progetto v! sono anche componenti diverse e altrettanto importanti e rilevanti; non solo gli aspiranti genitori e l'adottando, ma anche la famiglia di questi, i momenti opportuni, i modi appropriati, le leggi vigenti.
Ci siamo immersi nel problema, ma anche in un ambiente estremamente idoneo a far intendere che le problematiche, tante, non debbono turbare in alcun modo -- comunque -- il naturale evolversi della personalità del bambino, il suo modo di rapportarsi al mondo esterno, il suo bagaglio di
affetti, la sua integrità fisica anche.
Le nostre impazienze erano, così, ben temperate dall'evolversi, sereno e non mutabile, della vita dell'Istituto, cadenzata dalla necessità di rispettare quei tempi e quei modi.
Sembrerebbe strano, ma è pur vero che le suore dell'Istituto, votate alla vita monacale, che hanno voluto rinunciare anche, e non solo, alla maternità, sappiano dare -- in termini di maternità -- tanto di più e dì meglio di quanto alcune mamme abbiano saputo, o potuto, dare.
E' una realtà complessa e varia quella, dei bambini che risiedono nella "Casa di Padre Annibale Maria Di Francia" il Fondatore, che ha dato pieno risalto alla Chiesa Universale operando nella carità e nella dedizione ai bambini e che ha trovato modo, di esprimersi sino ad oggi.
E' una realtà, dicevamo, che da sempre richiede sensibilità, delicatezza amorevole per i bambini affinché possano trovare protezione, affetto, calore umano per crescere sereni e fiduciosi nella vita.
Non deve meravigliare che in termini di amore abbiamo ricevuto più noi di quanto pensavamo di dare. La spontaneità di quei bimbi e il loro sorriso, nonostante tutto ciò che lì accompagna, ci hanno fatto capire quanto loro ci possono insegnare e donare. Ci sembrava, tosi, di non dare loro mai
abbastanza e, se da un lato ce ne tornavamo arricchiti, dall'altro ci sentivamo sempre "poveri" e bisognosi di apprendere proprio da quei bimbi cose che da "persone grandi" avevamo scordato. Ci riportavano indietro nel tempo e ci appagavano facendoci sentire "piccini", cosa che talvolta non guasterebbe provare.
Abbiamo sempre desiderato adottare un bambino, indipendentemente dal poterne avere o no, da quando ci siamo conosciuti ; non pensavamo però che i tempi di realizzazione fossero coli lunghi.
L'attesa, prima di avere una famiglia "completa" coree noi ci eravamo proposti di fare, è stata per noi interminabile, anche se tutto sommato breve rispetto ad altre esperienze, accompagnata da ansie. attese, delusioni che ci hanno accompagnato ma che, per nostro carattere, ci hanno fortificato nella nostra unione e ci hanno sempre più convinti ad andare avanti, nonostante le difficoltà. Non per tutti purtroppo è così.
La nostra storia finisce con una felicissima adozione internazionale: le "nostre" regole italiane sono risultate più lente e macchinose; ma questo è un altro discorso....; E ..... ricomincia con una maternità "in proprio" venuta proprio nel momento in cui il nostro figlio adottivo faceva. ingresso
in Italia.
Adesso abbiamo due splendidi bambini che abbiamo atteso con tutto il cuore e che ci rendono testimoni di quanto la Divina provvidenza sia grande. Ci sentiamo in dovere di consigliare di non perdere mai la speranza. ma soprattutto l'entusiasmo di diventare genitori. E di entusiasmo questi bambini ne hanno davvero bisogno!
E qui vale richiamare quel "completamento di fede" di cui dicevamo in apertura, donatoci a piene mani dalle sorelle.
Ad esse rendiamo ampia testimonianza di affetto e di gratitudine.

Antonio e Ornella Manaresi


Il nostro fondatore, in una sua dichiarazione, dice: “Nel cuore custodirò l’ardente desiderio della salvezza di tutti i fanciulli del mondo e la domanderò con calde preghiere ai Cuori SS. di Gesù e Maria”.
E’ proprio un desiderio ardente di salvezza che brucia nel cuore quando ci si trova con questi bambini, quando si conoscono queste storie; storie davanti alle quali tante volte mi ritrovo impotente, con la sola possibilità di ascoltare, accogliere, amare.
Negli occhi dei nostri bambini, vedo il futuro del mondo e mi domando cosa gli stiamo offrendo, cosa gli doniamo per il domani… e il mio sguardo si leva verso l’alto, verso Colui che ama più di un padre, più di una madre, ed è a Lui che li affido con la certezza che nel suo cuore saranno al sicuro.
Con i bambini c’è un coinvolgimento totale, a tempo pieno, sempre pronte a dare, ma soprattutto a ricevere. Tantissimo ho ricevuto dai bambini, ho imparato da loro ad accogliere e accettare la sofferenza senza perdere la capacità di gioire e dimenticare tutto, una volta superata la difficoltà.
Con loro scopro la meraviglia delle piccole cose. Crescono loro, ma cresco anch’io! Sono bambini, quelli che accogliamo nella nostra casa, nei quali vedo e abbraccio i bambini di tutto il mondo e ai quali vorrei poter dire: “non aver paura, c’è sempre qualcuno qui con te che ti vuole bene”.

Suor Maria


Donare completamente se stessi agli altri rappresenta, per un cristiano, un importante traguardo di fede che, solo chi é ricco di spirito riesce a raggiungere.
Molto meno difficile è invece ricevere dagli altri e soprattutto da chi, come i bambini, non chiede null'atro in cambio se non un piccolo gesto di affetto sincero.
In questi termini si è sviluppata la nostra esperienza insieme ai bambini ospiti della CAM.
Sono bastati pochi momenti, poche ore passate insieme a loro perché questi ci arricchissero di tante attenzioni, tanto amore e tanto affetto senza che nulla gli si chiedesse in cambio.
La loro purezza, la loro ingenuità, semplicità, calore umano saranno gli elementi che porteremo sempre dentro e che ci scalderanno il cuore ogni volta che ci sentiremmo freddi e poveri di sentimenti.
Una coppia felice.

Mina e Luigi

 

 

 

 

 
   

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