IL MONASTERO BENEDETTINO
E LE FIGLIE DEL DIVINO ZELO
Con la caduta dei Borboni, molti beni e patrimoni della chiesa
furono incamerati dal nascente stato italiano. Anche il monastero
e la chiesa delle benedettine nel 1866 perdette tutti suoi
beni e per poter continuare a restare nel Monastero, dovettero
dichiarare di poter vivere con una piccola pensione e di voler
osservare la clausura.
Una foto di gruppo dei primi anni
del secolo
Nel luglio del 1869
il Comune di Oria venne in possesso del castello compresi alcuni
locali acquistati dalle monache, impegnandosi a pagare e rimborsare
le spese occorrenti per tale fabbricato e di provvedere alla
buona conservazione dell'edificio, non facendovi cambiamenti
rilevanti senza l'approvazione del Ministero competente.
Negli ultimi anni del sec. XIX i rapporti tra il Comune e il
Monastero divennero tesi, contribuendo negativamente sulla vita
spirituale e disciplinare delle monache. La tensione e l'incertezza
del domani provocarono un lento ed inarrestabile declino numerico.
Nel 1891 la comunità benedettina era ridotta a tredici
unità, quasi tutte avanti negli anni e alcune, a causa
della malattia, non più atte a svolgere impegni comunitari.
Dopo alcune deliberazioni del municipio del 30 dicembre 1903
e del 21 gennaio del 1904, il Consiglio Comunale si impegnava
ad accettare il fabbricato del soppresso Monastero delle monache
benedettine di Oria, non che l'uso della Chiesa attigua al Monastero,
dei mobili, e degli arredi sacri, per destinare detto Monastero
ad opere dei pubblica utilità e di beneficenza. In pari
tempo il Consiglio Comunale si impegnava per ragioni umanitarie
a lasciare e mantenere in una parte comoda e sufficiente del
Monastero stesso, vita loro durante , l'uso di abitazione delle
superstiti religiose ridotte ormai a sei professe e due converse.
Due anni dopo il 19 marzo 1906, il dota. Barsanofio Errico presentava
istanza per ottenere la concessione gratuita del Monastero,
allo scopo di poter fondare un Istituto destinato all'educazione
delle ragazze della città, appartenenti a famiglie di
media condizione. Inoltre l'Errico si impegnava a pagare delle
imposte fondiarie e lasciare alcuni locali del medesimo in proprietà
del Comune. Il Comune nella deliberazione del 20 giugno 1906,
resosi conto dell'impossibilità di poter realizzare un'opera
di utilità pubblica, concesse gratuitamente il fabbricato
per lo scopo indicato, al dott. Errico, vietando la destinazione
dei locali a qualsiasi altro uso. La realizzazione dell'opera
di beneficenza per le fanciulle bisognose della città
non fu realizzata dall'Errico, ma da un uomo, che gia conosceva
Oria e che Olia avrebbe cominciato ben presto ad amare: P.
Annibale Maria Di Francia.
Inaugurazione del
Monumento di Padre Annibale
I Giugno 1952
P. Annibale che già
diverse volte si era recato in Oria, nel 1908 ebbe il forte
desiderio di fondare il suo Istituto nella cittadina. Proprio
in questo anno verso il mese di Dicembre un terribile terremoto
sconvolse Messina e distrusse gli Orfanotrofi Antoniani del
P. Annibale. Egli non non si perse di animo e chiese ospitalità
alla diocesi di Oria, che subito lo accolse, prima nella cittadina
di Francavilla Fontana e dopo nella stessa Oria. Su suggerimento
di Virginia dell'Aquila. P. Annibale chiedeva ed otteneva dal
dott. Barsanofio Errico, confortato dall'assenso del vescovo,
il Monastero delle Benedettine per le sue suore, era l'anno
1909. Nel vecchio fabbricato ritornava così la vita con
tante bambine interne ed esterne e con l'installazione di macchine
per maglieria, ricamo e cucito.