La CAM per ogni minore accolto si pone come
obiettivo principale la formazione integrale della persona
ed a tal fine elabora un progetto educativo personalizzato
che persegue uno degli obiettivi previsti nel progetto quadro.
L’èquipe, al fine di strutturare il progetto Educativo individuale
segue un iter osservativi che prevede:
l’anamnesi;
la visione della documentazione dei Servizi Sociali;
gli accertamenti medici generali e specialistici;
l’osservazione sociale;
la valutazione psicodiagnostica;
la valutazione delle abilità scolastiche.
I dati emersi dall’osservazione medico-socio-psicologica
permettono di approntare il profilo del minore, individuando
le aree in cui risulta carente e gli obiettivi educativi da
perseguire.
Il minore è messo a conoscenza del programma educativo a lui
rivolto ed il coinvolgimento nella costruzione e valutazione
del percorso è in relazione all’età ed alle capacità cognitive
dello stesso.
Obiettivi intermedi
Nella stesura del P.E.I. si individuano le aree su cui intervenire
prioritariamente evidenziando gli obiettivi specifici da perseguire:
Rispetto al minore:
completamento del percorso scolastico;
acquisizione di autonomia personale e
sociale;
recupero delle abilità cognitive;
recupero delle abilità di comunicazione
e linguaggio;
recupero delle abilità motorie;
miglioramento abilità comportamentali;
miglioramento area emozionale;
educazione alla dimensione religiosa ed
alla preghiera.
Rispetto alla famiglia
naturale:
ripristino condizioni socio-relazionali
compatibili con un rientro in famiglia del minore.
Rispetto alla famiglia affidataria e/o
adottiva:
costruzione di legami affettivi diversi
da quelli parentali.
Raggiungimento dell’autonomia:
avviamento al lavoro.
Strumenti
e metodi rispetto al minore:
Completamento del percorso scolastico:
recupero scolastico;
colloqui con le insegnanti.
Acquisizione di autonomia
personale:
cura della propria persona;
gestione del denaro;
organizzazione spazio-temporale;
cura degli oggetti propri
ed altrui.
Acquisizione di autonomia
sociale:
imparare a dialogare;
acquisire le regole sociali;
differenziare ed individuare
l’altro diverso da sé.
Recupero abilità cognitive:
sviluppo delle capacità
di osservazione, attenzione, concentrazione;
acquisizione di abilità
di problem - solving (lavoro sulla creatività).
Recupero abilità di comunicazione
e linguaggio:
sviluppo linguaggio ricettivo;
sviluppo linguaggio espressivo;
laboratorio d’informatica.
Recupero abilità motorie:
sviluppo abilità fini motorie;
sviluppo abilità grosso-motorie.
Miglioramento abilità comportamentali:
favorire abilità di autocontrollo;
migliorare l’autostima;
favorire l’estinzione di comportamenti disturbanti;
favorire un adeguato controllo degli impulsi.
Miglioramento area emozionale:
conoscere le proprie emozioni;
cogliere e capire le emozioni altrui;
controllare le proprie emozioni negative;
affrontare le emozioni negative degli altri;
affrontare la paura.
Educazione alla dimensione religiosa ed alla preghiera:
sviluppare il concetto
di Dio Padre;
educare alla preghiera come dialogo ed ascolto.
Rispetto
alla famiglia naturale
Ripristino condizioni socio-relazionali
compatibili con un rientro in famiglia del minore:
miglioramento delle abilità relazionali e di comunicazione;
presenza nei momenti significativi nella vita del minore;
informazioni e coinvolgimento nel percorso scolastico;
incontri settimanali con i familiari;
permanenza in famiglia i fine settimana o festività qualora
non vi siano altre disposizioni.
Rispetto alla famiglia affidataria
e/o adottiva
Costruzione di legami affettivi diversi da quelli parentali:
imparare a raccontare il proprio passato;
imparare a rielaborare alcuni vissuti di disagio rispetto
al proprio passato problematico;
favorire l’instaurarsi di comportamenti ed interazioni
adeguate e positive con figure alternative a quelle parentali.
Raggiungimento dell’autonomia
Avviamento al lavoro:
frequenza corsi professionali;
apprendistato presso botteghe artigianali.
Strumenti
comuni in tutte le aree sono
scheda valutazione;
osservazione libera;
colloqui psicologici;
test psicodiagnostici;
colloqui sociali;
incontri d’èquipe;
incontri con operatori sociali;
incontri con i genitori naturali e/o affidatari, e/o adottivi;
laboratori.
Sul piano metodologico si fa riferimento
alla prassi educativa più recente che tende a spostare l’attenzione
dell’azione educativa dal disagio sociale alla prevenzione.
In tal senso si presta attenzione al supporto ed allo sviluppo
del patrimonio creativo personale ed esperenziale di ogni
minore, offrendo occasioni per rafforzare la costruzione della
sua “Identità personale”.
La metodologia utilizzata, inoltre, mira
al coinvolgimento attivo di ogni minore attraverso l’utilizzo
di attività ludiche-ricreative, libere e guidate, volte a
mantenere viva la sua attenzione e motivazione alle diverse
attività proposte.
Tempi di realizzazione
Il profilo del minore, ricavato nella fase
dell’inserimento, è approntato orientativamente entro 90 giorni
dalla data del suo ingresso ed è formulato in accordo tra
l’èquipe della Casa ed il Servizio Sociale d’appartenenza.
I tempi per la realizzazione del Programma Educativo Individualizzato,
rivolto ad ogni minore, sono determinati:
dal grado di compromissione personale e/o sociale;
dagli obiettivi che si vogliono raggiungere;
dal tipo di risposta data agli stimoli proposti.
Modalità di verifica
Il Programma educativo Individualizzato,
rivolto ad ogni minore prevede tre momenti:
verifica;
valutazione;
riprogettazione.
Questi tre momenti permettono di apportare
delle modifiche alle azioni educative improntate nella stesura
del profilo di ogni minore, così da rendere l’intervento sempre
più rispondente ai suoi reali bisogni. Gli elementi emersi
nel corso della verifica si riportano nell’incontro d’èquipe
e rappresentano un indice di valutazione dell’andamento del
P.E.I. Successivamente in tempi medi (indicativamente 2-4
mesi) si valuta lo sviluppo e l’adeguatezza degli interventi
proposti, in modo da prendere delle decisioni che ne ottimizzino
l’efficacia.